Firenze, 31 agosto 2026 – “Trent’anni fa abbiamo imparato a leggere il genoma di un organismo che conosciamo tutti, perché è quello che ha aperto la strada alla sequenza del genoma umano e che ci permette di fare il pane, il vino e la birra. Ma da quella scoperta è partita una storia che arriva fino all’intelligenza artificiale e alla ricerca di nuovi farmaci”.
A raccontare il viaggio dal lievito alle frontiere della scienza di oggi è il professor Duccio Cavalieri, presidente dell’Associazione Internazionale di Studi sul Lievito e promotore di “Life with 6000 genes – Celebrating 30 years of the Saccharomyces cerevisiae genome sequence”, il congresso internazionale che porta oggi e domani a Firenze circa 40 tra scienziati e giovani ricercatori provenienti da diversi Paesi.
Nel 1996 il Saccharomyces cerevisiae diventò il primo organismo eucariotico a essere completamente sequenziato.
“Il lievito è un modello straordinario perché molte delle cose che succedono nella sua cellula sono simili a quelle che succedono nelle nostre –
spiega Cavalieri
– Per questo è stato fondamentale per capire come funziona la cellula e studiare fenomeni come l’invecchiamento, il ciclo cellulare e l’autofagia. Dagli studi sul lievito sono arrivati anche diversi Premi Nobel”.
Ma la vera sorpresa è che quella scoperta non appartiene soltanto al passato.
“Non guardiamo soltanto a quello che è successo trent’anni fa –
sottolinea Cavalieri
– Il genoma del lievito ha prodotto una quantità enorme di dati che oggi vengono utilizzati anche dall’intelligenza artificiale per studiare le proteine e sviluppare nuovi farmaci. È un esempio straordinario di come una scoperta scientifica possa continuare a produrre effetti molti anni dopo”.
E il filo del lievito porta anche direttamente in Toscana.
“Quando guardiamo un bicchiere di Chianti o di Brunello difficilmente pensiamo al lievito che c’è dietro –
racconta Cavalieri
– Eppure i lieviti del Chianti e della zona del Brunello sono stati studiati e commercializzati proprio per le loro caratteristiche. Il lievito è quindi legato non solo alla ricerca, ma anche alla storia produttiva ed economica della Toscana”.
A Firenze arriveranno alcuni dei protagonisti internazionali della ricerca sul lievito insieme a una nuova generazione di scienziati. Tra gli ospiti anche Hiroshi Takagi, che parteciperà in rappresentanza del Premio Nobel Yoshinori Ohsumi, autore di fondamentali ricerche sull’autofagia.
L’evento è organizzato dall’Associazione Internazionale di Studi sul Lievito e dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Firenze con il supporto del Florence Association Centre di Fondazione Destination Florence.
“Per un’associazione internazionale è importante non trovare soltanto una sala, ma un territorio capace di accogliere e accompagnare un evento il supporto della Fondazione Destination Florence è stato importante proprio per questo, perché ci ha aiutato a costruire relazioni e collegamenti necessari per portare a Firenze una comunità scientifica internazionale”.
“Il Florence Association Centre –
spiegano dalla Fondazione Destination Florence
– nasce per rafforzare il rapporto tra le associazioni nazionali e internazionali e Firenze, creando connessioni con il territorio, le istituzioni e la comunità scientifica locale e supportando le associazioni internazionali che scelgono Firenze non solo per organizzare i propri congressi, ma anche come sede dell’associazione stessa. ‘Life with 6000 genes’ è un esempio concreto di come anche un evento raccolto per dimensioni possa avere un forte valore internazionale e generare relazioni che vanno oltre i giorni del congresso”.
“Firenze non deve essere soltanto il luogo in cui si vengono a vedere delle bellezze –
conclude Cavalieri
– Deve tornare a essere anche un luogo in cui si producono e si fanno circolare idee. E questo congresso vuole essere un piccolo contributo in questa direzione”.